Tra Memoria e Profezia: i Francescani da 750 anni a Tivoli

 

 Incominciamo, fratelli, a fare qualcosa

perché fino ad ora non abbiamo fatto nulla”.

 

Sentire uno come Francesco di Assisi, un santo, dire una cosa del genere, quasi alla fine della sua vita terrena, può forse lasciarci confusi... Come, uno che ha fatto così tanto per la Chiesa e per l’umanità, che ha fondato un Ordine che quasi subito ebbe diffusione in tutto il mondo, dice di non aver compiuto quasi niente... E noi? Che dovremmo dire, allora, noi che, spesso, tanto ci gloriamo delle nostre realizzazioni e dei nostri risultati?!
Non c’è che dire, non è proprio un buon inizio per celebrare un anniversario... Ma poi ci sovviene che un Altro per primo dobbiamo ringraziare e lodare, come ha fatto il Poverello di Assisi, per tutto quello che ci è accaduto in 750 anni di storia, e tutto allora diventa possibile e doveroso.
Si, doveroso, perché questi secoli di storia sono segnati, anno per anno, giorno per giorno, prima di tutto dalla benevolenza dell’Altissimo Onnipotente Bon Signore, che si è dispiegata nella vita di tanti uomini e donne.
Secoli di storia che hanno visto tanti Frati Minori servire, in umiltà e letizia, Lui e il Popolo santo che vive, soffre, lotta e spera in questa nostra amata Città.
I Francescani, infatti, già presenti fin dai tempi di Papa Onorio III (Pontefice dal 1216 al 1227) a S. Maria del Passo, nella zona bassa del Colle, ottennero nel 1256 dal Papa Alessandro IV l’attribuzione ufficiale della chiesa di “S. Maria Maggiore”, del convento annesso e dell’orto, al posto dei Benedettini. Molti secoli dopo, nel 1856, la chiesa conventuale veniva anche elevata a Parrocchia sotto il titolo di “Santa Croce”, aprendo così i Frati ad un nuovo e diretto impegno pastorale.
Festeggiare, allora, i 750 anni della presenza dei Francescani a Tivoli e il 150° della Parrocchia di Santa Croce significa, prima di tutto, custodire la grata memoria di quanti prima di noi hanno lavorato con fedeltà nella Vigna del Signore, comportandosi in maniera degna della vocazione da loro ricevuta. Ma questo centenario apre anche tutti noi (Frati e fedeli tiburtini) ad una rinnovata assunzione di responsabilità. Non possiamo, infatti,  accontentarci di narrare le opere compiute dai nostri predecessori, senza avvertire l’impegno a compiere, in questo tempo che ci è dato di vivere, le  sante opere che sono richieste a noi. Essere cristiani e francescani oggi, in questa Città di Tivoli, significherà, dunque, assumere, fino in fondo e senza paure, la missione di essere noi i “profeti” della “buona notizia del Signore, per seguire l’esempio di Francesco, che seppe portare nuova speranza al mondo, come araldo lieto e mite del Gran Re.  
 
 

                                                                        p. Fabio Berti OFM

                                                                     Parroco di Santa Croce