testata

Webmaster

Webmaster

Venerdì, 22 Novembre 2024

Giubileo Francescano 2026

 

DECRETO
NELL’OTTAVO CENTENARIO DELLA MORTE DI SAN FRANCESCO D’ASSISI, SI INDICE UNO SPECIALE ANNO GIUBILARE CON ANNESSE INDULGENZE PLENARIE.

"Custodite la memoria del padre e fratello nostro Francesco, a lode e gloria di Colui che lo ha reso grande tra gli uomini e lo ha glorificato tra gli angeli. Pregate per lui, come egli stesso ci ha chiesto prima di morire, e pregate lui, perché Dio renda anche noi partecipi con lui della sua santa grazia”. (Lettera enciclica di Frate Elia, a tutte le Province dell’Ordine, sulla morte di San Francesco, 7 FF 311).

Mentre sono ancora attuali ed efficaci i frutti di grazia del Giubileo Ordinario dell’anno 2025 appena conclusosi, nel quale siamo stati tutti spronati a renderci pellegrini di questa speranza che non delude (Cfr. Rm 5,5), ecco aggiungersi a esso quale ideale prosecuzione una nuova occasione di giubilo e di santificazione: l’ottavo centenario del felice transito di San Francesco d’Assisi dalla vita terrena alla patria celeste (3 ottobre 1226).
In questi ultimi anni, altri importanti giubilei hanno riguardato la figura e le opere del Santo d’Assisi: l’ottavo centenario della creazione del primo Presepe a Greccio, della composizione del Cantico delle Creature, inno alla bellezza santa del creato e quello della impressione delle Sacre Stimmate, avvenuta sul Monte della Verna, quasi un nuovo Calvario, due anni prima della sua morte. Il 2026 segnerà il culmine e il compimento di tutti i precedenti festeggiamenti: esso sarà infatti Anno di San Francesco e tutti saremo chiamati a farci santi nella contemporaneità sull’esempio del Serafico Patriarca.
Se è mirabilmente vero che “non esiste sotto il cielo altro nome dato agli uomini” (Cfr. At 4,12) all’infuori di Gesù Cristo, Redentore dell’umanità, è altrettanto straordinariamente vero che tra dodicesimo e tredicesimo secolo, in epoca di guerre cosiddette sante, rilassatezza di costumi, malinteso fervore religioso, “nacque al mondo un sole” (Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, XI, 50) Francesco, che, da figlio di un ricco mercante, si fece povero e umile, vero alter Christus in terra, fornendo al mondo tangibili esempi di vita evangelica e reale immagine di perfezione cristiana. Il nostro tempo non è molto dissimile da quello in cui visse Francesco, e proprio alla luce di questo il suo insegnamento è forse oggi ancor più valido e comprensibile. Quando la carità cristiana langue, l’ignoranza dilaga come il malcostume e chi esalta la concordia tra i popoli lo fa più per egoismo che per sincero spirito cristiano; quando il virtuale prende il sopravvento sul reale, dissidi e violenze sociali fanno parte della quotidianità e la pace diventa ogni giorno più insicura e lontana, questo Anno di San Francesco sproni tutti noi, ciascuno secondo le proprie possibilità, ad imitare il poverello d’Assisi, a formarci per quanto possibile sul modello di Cristo, a non vanificare i propositi dell’Anno Santo appena trascorso: la speranza che ci ha visti pellegrini si trasformi ora in zelo e fervore di fattiva carità. “E in questo voglio conoscere se tu ami il Signore e ami me servo suo e tuo, se farai questo, e cioè: che non ci sia mai alcun frate al mondo, che abbia peccato quanto poteva peccare, il quale, dopo aver visto i tuoi occhi, se ne torni via senza il tuo perdono misericordioso, se egli lo chiede” (Francesco d’Assisi, Lettera a un ministro, 7-8 FF 235)
Con queste straordinarie parole, riportate nella nota Epistola ad quendam ministrum, San Francesco allo stesso tempo non solo dispensa consolazione e consigli a un anonimo confratello, ma soprattutto delinea e sottolinea il concetto fondamentale di misericordia, cui è indissolubilmente legato quello di perdono e di indulgenza. Ed è proprio un perdono, il noto «Perdono d'Assisi» o «Indulgenza della Porziuncola», che Papa Onorio III per eccezionale privilegio concesse direttamente a Francesco per coloro che, confessati e comunicati, visitassero il 2 agosto un’antica chiesetta presso Assisi, eretta 800 anni prima su una “piccola porzione di terra” (da cui il nome Porziuncola). Con lo stesso generoso slancio e con la stessa gioia che il Santo, nel veder esaudita la sua preghiera da parte del Vicario di Cristo, irradiò sulla folla presente alla consacrazione della Porziuncola nell’annunciare la grazia concessa, Sua Santità Papa Leone XIV, Ministro della nostra fede e della nostra gioia, stabilisce che, dal 10 gennaio 2026, in concomitanza con la chiusura del Giubileo Ordinario, fino al 10 gennaio 2027, sia indetto uno speciale Anno di San Francesco, in cui ogni fedele cristiano sull’esempio del Santo di Assisi si faccia egli stesso modello di santità di vita e testimone costante di pace.
Per un più perfetto conseguimento delle finalità preposte, la Penitenzieria Apostolica, attraverso il presente Decreto emesso in conformità al volere del Sommo Pontefice, in occasione dell’Anno di San Francesco concede l’Indulgenza plenaria alle consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), applicabile anche in forma di suffragio per le anime del Purgatorio:
1) ai membri:
- delle Famiglie Francescane del Primo, del Secondo e del Terz’Ordine Regolare e Secolare;
- degli Istituti di vita consacrata, delle Società di vita apostolica e delle Associazioni pubbliche o private di fedeli, maschili e femminili, che osservino la Regola di San Francesco o siano ispirati alla sua spiritualità o in qualsiasi forma ne perpetuino il carisma;
2) a tutti i fedeli indistintamente
che, con l’animo distaccato dal peccato, parteciperanno all’Anno di San Francesco visitando in forma di pellegrinaggio qualsiasi chiesa conventuale francescana, o luogo di culto in ogni parte del mondo intitolato a San Francesco o ad esso collegato per qualsivoglia motivo, e lì seguiranno devotamente i riti giubilari o trascorreranno almeno un congruo periodo di tempo in pie meditazioni e innalzeranno a Dio preghiere affinché, sull’esempio di San Francesco, nei cuori scaturiscano sentimenti di carità cristiana verso il prossimo e autentici voti di concordia e pace tra i popoli, concludendo con il Padre Nostro, il Credo ed invocazioni alla Beata Vergine Maria, a San Francesco d’Assisi, a Santa Chiara e a tutti i Santi della Famiglia Francescana.
Gli anziani, gli infermi e quanti se ne prendono cura e tutti coloro che per grave motivo siano impossibilitati a uscire di casa, potranno ugualmente conseguire l'Indulgenza Plenaria, premesso il distaccamento da qualsiasi peccato e l'intenzione di adempiere appena possibile le tre consuete condizioni, se si uniranno spiritualmente alle celebrazioni giubilari dell’Anno di San Francesco, offrendo a Dio Misericordioso le loro preghiere, i dolori o le sofferenze della propria vita. Affinché una tale opportunità di conseguire la grazia divina attraverso il Potere delle Chiavi della Chiesa si attui più facilmente, questa Penitenzieria con fermezza chiede a tutti i sacerdoti, regolari e secolari, muniti delle opportune facoltà, di rendersi disponibili, con spirito pronto, generoso e misericordioso, alla celebrazione del Sacramento della Riconciliazione.
Il presente decreto è valido per l’Anno di San Francesco. Nonostante qualsiasi disposizione contraria.
Dato in Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 10 gennaio 2026, vigilia della Festa del Battesimo del Signore.
L. + S.
Prot. N. 03069/2025-1360/25/I

Per raggiungerlo con l'auto prendere l'autostrada A1 Roma Firenze poi la superstrada Orte Terni e infine da Terni la statale SS3 bis via Tiberina fino a Collevalenza

Informazioni: www.collevalenza.it

La storia

Madre Speranza di Gesù, al secolo María Josefa Alhama Valera (Santomera, 30 settembre 1893 – Collevalenza, 8 febbraio 1983),nacque nel 1893 a Santomera, nella regione di Murcia (Spagna), da una famiglia indigente, primogenita di nove figli da un bracciante e una casalinga. Madre Speranza conobbe e condivise la povertà della sua famiglia.
Dopo essere entrata a far parte, all'età di 21 anni, della Congregazione delle "Figlie del Calvario" a Villena, nel 1930 fondò a Madrid quella che sarebbe diventata la Congregazione delle Ancelle dell'Amore Misericordioso.
Madre Speranza, dagli anni cinquanta, cominciò a realizzare il progetto che per lei rappresentava la volontà di Dio: la costruzione di un santuario dedicato all'Amore Misericordioso di Dio, al quale dedicò la sua vita. Questa fu la sua missione e la sua opera definitiva. Volle in questo luogo "far conoscere a tutti che Dio è un Padre che ama, perdona, dimentica e non tiene in conto i peccati dei suoi figli quando li vede pentiti". 
Oltre a diversi fenomeni prodigiosi quali la trasmutazione di acqua in olio e altri, Madre Speranza (come altre figure mistiche), è stata protagonista in vita di fenomeni di bilocazione. Stigmatizzata, spesso essudava sangue. Memorabile è l'episodio avvenuto nel 1960, quando, essendo il paese umbro di Collevalenza privo di acqua, Lei, affidandosi a Dio (il suo "ingegniero"), indicò con il bastone il punto in cui si doveva procedere con la trivellazione per trovare l'acqua che avrebbe rinnovato i prodigi di Lourdes. Dopo la rottura di numerose trivelle (secondo la mistica causate dal Demonio), venne trovata la falda acquifera che Madre Speranza definì «il sollievo del corpo per trovare Dio». Solo nell'anno 1998 si sono registrati quasi 800 casi di guarigione.
Il 22 novembre 1981 papa Giovanni Paolo II si recò in visita al santuario, incontrando anche Madre Speranza. L'anno successivo il santuario ottenne il riconoscimento di Basilica minore.Durante un'udienza svoltasi a Roma nel 1981, papa Giovanni Paolo II si espresse con queste parole nei confronti di Madre Speranza e delle sue "ancelle":
« Il mondo è assetato, anche senza saperlo, della Misericordia divina e in questo mondo voi siete chiamati a porgere quest'acqua prodigiosa e risanatrice dell'anima e del corpo. »
(Giovanni Paolo II, Roma, 1981) 
Nel santuario da lei voluto, Madre Speranza visse fino al giorno della sua morte, avvenuta l'8 febbraio 1983. Il suo corpo, come aveva desiderato, riposa nella cripta del santuario stesso.
Il 24 aprile 1988 è iniziato il processo per la canonizzazione nella diocesi di Orvieto-Todi. Il 12 giugno 1992 la Congregazione delle Cause dei Santi ha concesso il decreto di validità giuridica degli atti del processo diocesano, concluso l'11 febbraio 1990. Il 12 giugno 1993 è avvenuta la consegna alla Congregazione delle Cause dei Santi della positio sulla vita e le virtù di Madre Speranza. Il 23 aprile 2002 la Chiesa, dopo aver riconosciuto le sue virtù eroiche, l'ha proclamata venerabile[3]. Il 5 luglio 2013, con il consenso di papa Francesco, il cardinale Angelo Amato ha emesso il decreto di beatificazione. Il rito di beatificazione è stato celebrato il 31 maggio 2014, presso il santuario di Collevalenza.
 
 
 
Eventi miracolosi
Giunta in Italia nel maggio 1936, la Beata Madre Speranza andò a vivere a Roma. Tra i tanti fatti di cui si rese protagonista, ci fu l'episodio in cui circa cinquecento persone vennero sfamate, pur avendo a disposizione pochissimo cibo. Secondo i testimoni (di cui alcuni tuttora viventi), le pentole pur essendo svuotate di minestra, mantenevano sempre lo stesso livello. Pietro Iacopini, che visse per più di 35 anni al fianco della venerabile Madre Speranza di Gesù, racconta innumerevoli altri fatti apparentemente inspiegabili che segnarono l'esistenza terrena di Madre Speranza. Tra questi, la materializzazione di una statuina di Gesù bambino da inserire in un presepio (statuina attualmente custodita ad Alfaro in Spagna), la incredibile pioggia di denaro caduto letteralmente dal cielo (in presenza di numerosi testimoni) avvenuta presso il santuario di Collevalenza. Soldi destinati al pagamento degli operai che avevano costruito lo stesso santuario. E infine, ma non ultima, la materializzazione di 40 milioni delle vecchie lire (trovati dentro una scatola di cartone appoggiata su un letto), che servirono per pagare gli operai che avevano costruito la Via Crucis del santuario. Ad assistere alla scena stavolta fu il Sig. Ennio (uno dei più stretti collaboratori di Madre Speranza), che rimase sbalordito e incredulo. In quel periodo tale Sig. Ennio attraversava un momento di crisi e aveva preso la decisione di andar via dal santuario. Inutile dire che dopo il suddetto episodio non se ne andò più. La cosa che sconvolse tutti, fu che la cifra trovata era esattamente l'importo che doveva essere consegnato alla ditta che aveva costruito la Via Crucis al santuario di Collevalenza.
Secondo il Padre Spirituale, avrebbe ricevuto in sogno dal Signore in persona la profezia che il Vescovo di Todi stava per morire di un tumore in fase terminale, e per entrare in Paradiso come premio della Consacrazione del primo santuario al mondo dedicato all'"amore misericordioso". Durante il funerale, alle ore 18:00, la monaca cadde "in estasi" vedendo il Signore e il Vescovo che le confessò di essere stato in Purgatorio, e che lì due giorni di Purgatorio equivalgono a 80 anni di vita sulla terra. 
 
Al termine della Santa Messa Crismale, il Vescovo di Tivoli, Mons. Mauro Parmeggiani, ha consegnato questa mattina Giovedì 13 aprile 2017, a tutti i sacerdoti, le persone consacrate ed i fedeli della Diocesi Tiburtina un documento preparato da lui ed il Consiglio Presbiterale diocesano dal titolo “Venite e vedrete! (Gv 1,39) –Apprendere l’arte del discernimento pastorale e personale per diffondere la gioia del Vangelo” che, a partire dal prossimo anno pastorale 2017-18, offrirà linee di riflessione e piste di formazione ai presbiteri, alle anime consacrate, ai fedeli e alle intere comunità cristiane della Diocesi affinchè l’arte del discernimento pastorale sia alla base di ogni azione che la Chiesa diocesana realizzerà onde evitare di proporre un Vangelo disancorato dell’uomo di oggi o che non penetri nella sua coscienza che è il luogo privilegiato per vedere, giudicare e agire non con una adesione di fede formale ed esterna, superficiale o ripetitiva, ma vera, interiore, profonda e sempre nuova!
 
Il Vescovo, nel suo documento, invita tutti i cristiani ed in particolare i presbiteri con le loro comunità parrocchiali ad “ascoltare con attenzione il mondo, capire quali siano le attese della gente, guardare la complessità delle situazioni e dei diversi mondi – giovanile, famigliare, delle persone singole, dei poveri, degli anziani … - che si pongono innanzi a noi, incontrare tutti e cogliere ciascuno nel suo essere unico ed irripetibile, senza omologazioni e generalizzazioni, spersonalizzanti e lontane dalla logica di Gesù, che, come il Vangelo ci rivela, è stato esperto nell’arte della relazione, capace di proporre l’annuncio della salvezza a partire dalla condizione esistenziale, umana e spirituale della persona”.
 
Particolare attenzione Mons. Parmeggiani la dedica alla necessità per i pastori di apprendere ed esercitare l’arte del discernimento, ma anche insegnarla ai fedeli, facendo riscoprire loro l’insostituibile luogo sacro della coscienza, aiutandoli a formarla, a illuminarla con la Parola di Dio e con la luce dello Spirito Santo, affinchè sappiano ritenere ciò che è buono e rigettare ciò che non è bene: in sé e specificamente per loro.
 
Il Vescovo di Tivoli chiede anche, in particolare ai sacerdoti, alle anime consacrate e pure a quei fedeli laici che ne siano capaci, di mettersi a disposizione, dopo una adeguata formazione, per il servizio dell’accompagnamento spirituale che richiede innanzitutto che tutti loro si lascino accompagnare spiritualmente da buoni maestri e che siano capaci, dopo aver proposto la bellezza del Vangelo e della dottrina cristiana, di lasciar liberi i fedeli affinchè senza sostituirsi a loro, essi compiano scelte di vita buone. Il Vescovo esprime la convinzione che ciò contribuirà a formare cristiani più maturi e consapevoli, comunità capaci con interiore convinzione di aderire al Vangelo e alla dottrina della Chiesa con gioia.
 
Mons. Parmeggiani invita inoltre i sacerdoti, affinchè abbiano più tempo per dedicarsi a quanto è essenziale per la loro missione – ascoltare, accompagnare, aiutare nel discernere, integrare nella comunità cristiana… – a delegare maggiori responsabilità ai fedeli laici nelle loro comunità.
 
Il Vescovo di Tivoli propone inoltre, come libro biblico per il prossimo anno pastorale, il Vangelo di Giovanni ed annuncia che particolare attenzione dovrà essere riservata a tutti i giovani – non soltanto quelli delle nostre parrocchie o aggregazioni laicali – e a tutte le famiglie, comprese quelle fragili o ferite, secondo la spirito di Amoris laetitia e camminando con la Chiesa che si prepara a celebrare il Sinodo dei Vescovi sui giovani, la fede ed il discernimento vocazionale.
 
A livello giovanile Mons. Parmeggiani, nel testo consegnato, annuncia che il prossimo anno pastorale tutti i giovani che lo desidereranno si metteranno in cammino per preparare e partecipare al grande incontro che si terrà nell’agosto 2018 a Roma con Papa Fratesco in prossimità del Sinodo. L’anno 2017-18 sarà anche anno, per la Diocesi, dove fare discernimento circa l’attuale pastorale giovanile e riscriverla con i giovani stessi, non soltanto con i già appartenenti ma con tutti coloro che lo vorranno, per andare incontro a tutti i giovani per portare loro la gioia del Vangelo accogliendoli ed incontrandoli senza pregiudizi, come sono e dove sono, facendo sentire loro come Cristo li ami e li chiami a stare con Lui per vederLo ed incontrarlo là ove Egli abita: nel cuore dell’uomo e nella comunità dei figli di Dio e per giungere a scelte significative per la vita loro e dei fratelli in umanità.
 
Il prossimo 28 aprile i direttori e responsabili degli Uffici pastorali della Diocesi inizieranno ad incontrarsi per tratteggiare sinodalmente ed ancor più in profondità il cammino indicato dal Vescovo.
 

Cos'è il 5 x 1000

Il 5 x 1000 di cui si sente parlare spesso in questo periodo, è una quota dell'IRPEF che ognuno di noi può decidere di destinare ad un Ente, Associazione, ecc. accreditato in un apposito elenco del Ministero delle Finanze. questa destinazione si deve fare al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi.

Da notare due cose importanti:

- il 5 x 1000 è una quota diversa dall' 8 x 1000 che si versa alla Chiesa Cattolica: destinare il 5 x 1000 ad una associazione non significa toglierlo alla Chiesa.

- il 5 x 1000 di cui stiamo parlando, così come l'8 x 1000 non è una tassa in più oltre a quelle che già paghiamo. In assenza di una scelta da parte del contribuente, il 5 x 1000 dell'IRPEF viene comunque incamerato da parte dello Stato che poi lo destinerà a scopi di utilità sociale. 

Ecco qui di seguito i riferimenti per versare il 5 x 1000 alle associazioni ed organizzazioni che fanno parte e operano nella nostra Parrocchia.

 
ASSOCIAZIONE ATTIVITA' ORDINE FRANCESCANO SECOLARE D'ITALIA ONLUS
codice fiscale: 00160170544
 
 
 
 
 
 

 

 

Per raggiungerla arrivare a Grottaferrata per la via Tuscolana, poi svoltare a destra per Via Roma e poi Corso del Popolo. Tempo in auto circa 45 min

 

 

Il Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata, detto anche Abbazia Greca di San Nilo, è stato fondato nel 1004 da un gruppo di monaci greci provenienti dall'Italia meridionale, all'epoca bizantina, guidati da S. Nilo di Rossano, capo carismatico e personalità spirituale di primo piano del suo tempo. I monaci di questa vetusta Abbazia sono Cattolici di rito Bizantino-Greco e rappresentano la Congregazione d'Italia dei Monaci Basiliani, istituzione creata nella Chiesa Cattolica per riunire i monasteri di rito Bizantino presenti nell'Italia meridionale. Attualmente l'Abbazia Greca di Grottaferrata è l'ultimo dei numerosi Monasteri Bizantini che nel medioevo erano diffusi in tutta l’Italia meridionale e nella stessa Roma. Costituisce inoltre un unicum in quanto, fondato cinquanta anni prima dello Scisma che portò alla separazione delle Chiese di Roma e Costantinopoli, è sempre stato in comunione con il Vescovo di Roma, pur conservando il rito Bizantino-Greco e la tradizione monastica orientale delle origini.

 

 

 

 

Per raggiungerlo con l'auto prendere la Maremmana inferiore da Ponte Lucano verso il casello dell'autostrada, superato il quale svoltare a sinistra. Tempo di percorrenza da Tivoli circa 20 min.

Informazioni: www.santuariosanvittorino.it

 

Il Santuario, dedicato a Nostra Signora di Fatima, vuole essere invito ad un’esperienza forte di Dio attraverso l’approfondimento del Messaggio di Fatima, l’ascolto della Parola, il silenzio, la preghiera, l’incontro con i sacerdoti e le suore. Attraverso l’accoglienza qui a San Vittorino, i pellegrini recepiscono l’amore del Padre che li attendeva da sempre. San Vittorino è un luogo di pace, dove ‘si respira’ Dio; molte sono le persone che tornano per ringraziare la Vergine Maria delle grazie ricevute. Grazie specialmente di guarigione dello spirito, di risanamento e riconciliazione interiore, di un nuovo slancio alla propria vita. In questo luogo di grazia molte sono le persone che hanno ritrovato, attraverso la Confessione o l’accompagnamento spirituale, la gioia interiore ed hanno dato nuovo significato alla loro vita. Cerchiamo di accogliere l’invito di Gesù nel Vangelo: “Venite in disparte, in un luogo solitario e riposatevi un po’”, offrendo un habitat che permette la riconciliazione con Dio e con se stessi, mettendo a disposizione dei pellegrini gli spazi di verde, i locali, le varie iniziative che scandiscono l’anno liturgico. Oggi l’uomo ha bisogno di tempo e riflessione, ha bisogno di un clima di silenzio interiore e di quiete, che permetta l’attenzione a Dio per recepire il suo intervento nella propria storia personale. La Casa di Spiritualità “Padre Pio Bruno Lanteri”, situata adiacente al Santuario, è il luogo dove è possibile fermarsi per uno o più giorni e partecipare a momenti di intensa spiritualità per la crescita personale, l’orientamento della propria vita e l’approfondimento della fede. Queste proposte si concretizzano in giornate di spiritualità, ritiri mensili aperti a tutti, momenti di preghiera e di condivisione per coppie di sposi, esercizi spirituali guidati, scuola di preghiera per giovani e molte altre iniziative. Una giornata importante è la Prima Domenica del Mese, giorno dedicato alla Beata Vergine, per cui nel pomeriggio, è proposto ai fedeli un tempo dedicato alla Adorazione Eucaristica, segue la Processione Mariana recitando nell’area del Santuario il S. Rosario con la meditazione dei Misteri e poi la Celebrazione Eucaristica. La Terza Domenica del Mese è una giornata dedicata agli ammalati, al pomeriggio davanti a Gesù solennemente esposto si prega il S. Rosario, segue la Celebrazione Eucaristica con la Benedizione agli ammalati. Il giorno 13 dal mese di maggio ad ottobre è dedicato pure in modo speciale alla Vergine Maria e di sera c’è la Fiaccolata Mariana, molto semplice e suggestiva, in cui i pellegrini si ritrovano per la preghiera a Maria e la Celebrazione Eucaristica. Il Santuario, luogo di evangelizzazione, ha a disposizione una Libreria-Negozio di Articoli Religiosi in cui è possibile trovare libri di preghiere, di teologia, catechetica, spiritualità, sia per giovani ed adulti che per bambini, e tanto altro materiale, utile per la propria formazione. Un altro servizio offerto è il Bar Ristoro del Pellegrino, dove si può prendere qualcosa per la giornata oltre ad prodotti vari da portar via. Le suore sono a disposizione per le varie informazioni.

 

 

Per raggiungerlo con l'auto: prendere l'A24, uscire a Vicovaro - Mandela quindi seguire le indicazioni per Subiaco. Da Subiaco prendere la strada per Jenne, dopodichè svoltare seguendo le indicazioni per il monastero. Tempo circa 1.30 ore. 

E' uno dei monasteri fondati in Italia da San Benedetto. Reca all'interno la grotta in cui il Santo si è ritirato in preghiera, il c.d. "Sacro Speco"

Con l'auto da Tivoli: autostrada A24 fino a Vicovaro - Mandela, poi raggiungere Vallepietra e da lì seguire le indicazioni per il Santuario. Tempo di viaggio in auto circa 1.45 ore. La strada è chiusa nel periodo invernale.

Il santuario, meta di pellegrinaggio a piedi da decenni, è raggiungibile anche per un sentiero di montagna da Campo dell'Osso (Subiaco) con circa due ore di cammino; si tratta di un percorso che può essere a tratti impegnativo quindi da riservare a persone allenate, adeguatamente attrezzate e da fare rigorosamente da tarda primavera a inizio autunno, sempre con buone condizioni meteo. Il percorso non richiede comunque competenze alpinistiche

Il pellegrinaggio è un’esperienza religiosa tipica della pietà popolare, strettamente connessa con il santuario: il pellegrino ha bisogno del santuario e il santuario del pellegrino. Nella Bibbia troviamo i pellegrinaggi dei patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe in luoghi sacri, dove Dio si manifestò ad essi e si impegnò a dare la Terra Promessa. Durante la vita pubblica, anche Gesù si recò abitualmente pellegrino a Gerusalemme. Il pellegrinaggio rappresenta un tempo e un luogo di profonda esperienza religiosa, ci aiuta a metterci in ricerca per incontrare la Persona di Gesù che cammina accanto a noi. Il pellegrinaggio rappresenta un cammino di conversione: è un’opera penitenziale, dove prendiamo coscienza del nostro peccato e ci accostiamo al sacramento della Riconciliazione. I santuari sono un segno della presenza di Dio nel mondo, icona della ‘dimora di Dio con gli uomini’, luoghi di luce e di conforto, forte richiamo alle certezze della fede. I santuari mariani in particolare sono espressione della venerazione  verso la Madre di Dio, Colei che ci accompagna nel cammino ed è Mediatrice di grazia.

ABBAZIA GRECO - BIZANTINA DI S. NILO A GROTTAFERRATA (RM)

SANTUARIO DELLA SS TRINITA' DI VALLEPIETRA (RM)

CONVENTO  - SANTUARIO DI SAN BENEDETTO A SUBIACO (RM) 

SANTUARIO DI N.S. DI FATIMA A SAN VITTORINO (RM)                                                                                        

 SANTUARIO DELL'AMORE MISERICORDIOSO A COLLEVALENZA (PG) 

 

 

 

 

Calendario

Marzo 2026
L M M G V S D
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31
Venerdì 13 Marzo - Tutto il giorno
24 ore per il Signore in tutte le Parrocchie
Venerdì 13 Marzo, 16:30 - 17:00
Via Crucis animata dai gruppi parrocchiali
Venerdì 13 Marzo - Tutto il giorno
24 ore per il Signore in tutte le Parrocchie
Domenica 15 Marzo - Tutto il giorno
Quaresima IV Domenica

Questo sito utilizza cookie per fornire una migliore esperienza di navigazione. Proseguendo ne autorizzi il loro uso.