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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2018

Insieme ai giovani, portiamo il Vangelo a tutti

Cari giovani, insieme a voi desidero riflettere sulla missione che Gesù ci ha affidato. Rivolgendomi a voi intendo includere tutti i cristiani, che vivono nella Chiesa l’avventura della loro esistenza come figli di Dio. Ciò che mi spinge a parlare a tutti, dialogando con voi, è la certezza che la fede cristiana resta sempre giovane quando si apre alla missione che Cristo ci consegna. «La missione rinvigorisce la fede» (Lett. enc. Redemptoris missio, 2), scriveva san Giovanni Paolo II, un Papa che tanto amava i giovani e a loro si è molto dedicato.

L’occasione del Sinodo che celebreremo a Roma nel prossimo mese di ottobre, mese missionario, ci offre l’opportunità di comprendere meglio, alla luce della fede, ciò che il Signore Gesù vuole dire a voi giovani e, attraverso di voi, alle comunità cristiane.

La vita è una missione

Ogni uomo e donna è una missione, e questa è la ragione per cui si trova a vivere sulla terra. Essere attratti ed essere inviati sono i due movimenti che il nostro cuore, soprattutto quando è giovane in età, sente come forze interiori dell’amore che promettono futuro e spingono in avanti la nostra esistenza. Nessuno come i giovani sente quanto la vita irrompa e attragga. Vivere con gioia la propria responsabilità per il mondo è una grande sfida. Conosco bene le luci e le ombre dell’essere giovani, e se penso alla mia giovinezza e alla mia famiglia, ricordo l’intensità della speranza per un futuro migliore. Il fatto di trovarci in questo mondo non per nostra decisione, ci fa intuire che c’è un’iniziativa che ci precede e ci fa esistere. Ognuno di noi è chiamato a riflettere su questa realtà: «Io sono una missione in questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 273).

Vi annunciamo Gesù Cristo

La Chiesa, annunciando ciò che ha gratuitamente ricevuto (cfr Mt 10,8; At 3,6), può condividere con voi giovani la via e la verità che conducono al senso del vivere su questa terra. Gesù Cristo, morto e risorto per noi, si offre alla nostra libertà e la provoca a cercare, scoprire e annunciare questo senso vero e pieno. Cari giovani, non abbiate paura di Cristo e della sua Chiesa! In essi si trova il tesoro che riempie di gioia la vita. Ve lo dico per esperienza: grazie alla fede ho trovato il fondamento dei miei sogni e la forza di realizzarli. Ho visto molte sofferenze, molte povertà sfigurare i volti di tanti fratelli e sorelle. Eppure, per chi sta con Gesù, il male è provocazione ad amare sempre di più. Molti uomini e donne, molti giovani hanno generosamente donato sé stessi, a volte fino al martirio, per amore del Vangelo a servizio dei fratelli. Dalla croce di Gesù impariamo la logica divina dell’offerta di noi stessi (cfr 1 Cor 1,17-25) come annuncio del Vangelo per la vita del mondo (cfr Gv 3,16). Essere infiammati dall’amore di Cristo consuma chi arde e fa crescere, illumina e riscalda chi si ama (cfr 2 Cor 5,14). Alla scuola dei santi, che ci aprono agli orizzonti vasti di Dio, vi invito a domandarvi in ogni circostanza: «Che cosa farebbe Cristo al mio posto?».

Trasmettere la fede fino agli estremi confini della terra

Anche voi, giovani, per il Battesimo siete membra vive della Chiesa, e insieme abbiamo la missione di portare il Vangelo a tutti. Voi state sbocciando alla vita. Crescere nella grazia della fede a noi trasmessa dai Sacramenti della Chiesa ci coinvolge in un flusso di generazioni di testimoni, dove la saggezza di chi ha esperienza diventa testimonianza e incoraggiamento per chi si apre al futuro. E la novità dei giovani diventa, a sua volta, sostegno e speranza per chi è vicino alla meta del suo cammino. Nella convivenza delle diverse età della vita, la missione della Chiesa costruisce ponti inter-generazionali, nei quali la fede in Dio e l’amore per il prossimo costituiscono fattori di unione profonda.

Questa trasmissione della fede, cuore della missione della Chiesa, avviene dunque per il “contagio” dell’amore, dove la gioia e l’entusiasmo esprimono il ritrovato senso e la pienezza della vita. La propagazione della fede per attrazione esige cuori aperti, dilatati dall’amore. All’amore non è possibile porre limiti: forte come la morte è l’amore (cfr Ct 8,6). E tale espansione genera l’incontro, la testimonianza, l’annuncio; genera la condivisione nella carità con tutti coloro che, lontani dalla fede, si dimostrano ad essa indifferenti, a volte avversi e contrari. Ambienti umani, culturali e religiosi ancora estranei al Vangelo di Gesù e alla presenza sacramentale della Chiesa rappresentano le estreme periferie, gli “estremi confini della terra”, verso cui, fin dalla Pasqua di Gesù, i suoi discepoli missionari sono inviati, nella certezza di avere il loro Signore sempre con sé (cfr Mt 28,20; At 1,8). In questo consiste ciò che chiamiamo missio ad gentes. La periferia più desolata dell’umanità bisognosa di Cristo è l’indifferenza verso la fede o addirittura l’odio contro la pienezza divina della vita. Ogni povertà materiale e spirituale, ogni discriminazione di fratelli e sorelle è sempre conseguenza del rifiuto di Dio e del suo amore.

Gli estremi confini della terra, cari giovani, sono per voi oggi molto relativi e sempre facilmente “navigabili”. Il mondo digitale, le reti sociali che ci pervadono e attraversano, stemperano confini, cancellano margini e distanze, riducono le differenze. Sembra tutto a portata di mano, tutto così vicino ed immediato. Eppure senza il dono coinvolgente delle nostre vite, potremo avere miriadi di contatti ma non saremo mai immersi in una vera comunione di vita. La missione fino agli estremi confini della terra esige il dono di sé stessi nella vocazione donataci da Colui che ci ha posti su questa terra (cfr Lc 9,23-25). Oserei dire che, per un giovane che vuole seguire Cristo, l’essenziale è la ricerca e l’adesione alla propria vocazione.

Testimoniare l’amore

Ringrazio tutte le realtà ecclesiali che vi permettono di incontrare personalmente Cristo vivo nella sua Chiesa: le parrocchie, le associazioni, i movimenti, le comunità religiose, le svariate espressioni di servizio missionario. Tanti giovani trovano, nel volontariato missionario, una forma per servire i “più piccoli” (cfr Mt 25,40), promuovendo la dignità umana e testimoniando la gioia di amare e di essere cristiani. Queste esperienze ecclesiali fanno sì che la formazione di ognuno non sia soltanto preparazione per il proprio successo professionale, ma sviluppi e curi un dono del Signore per meglio servire gli altri. Queste forme lodevoli di servizio missionario temporaneo sono un inizio fecondo e, nel discernimento vocazionale, possono aiutarvi a decidere per il dono totale di voi stessi come missionari.

Da cuori giovani sono nate le Pontificie Opere Missionarie, per sostenere l’annuncio del Vangelo a tutte le genti, contribuendo alla crescita umana e culturale di tante popolazioni assetate di Verità. Le preghiere e gli aiuti materiali, che generosamente sono donati e distribuiti attraverso le POM, aiutano la Santa Sede a far sì che quanti ricevono per il proprio bisogno possano, a loro volta, essere capaci di dare testimonianza nel proprio ambiente. Nessuno è così povero da non poter dare ciò che ha, ma prima ancora ciò che è. Mi piace ripetere l’esortazione che ho rivolto ai giovani cileni: «Non pensare mai che non hai niente da dare o che non hai bisogno di nessuno. Molta gente ha bisogno di te, pensaci. Ognuno di voi pensi nel suo cuore: molta gente ha bisogno di me» (Incontro con i giovani, Santuario di Maipu, 17 gennaio 2018).

Cari giovani, il prossimo Ottobre missionario, in cui si svolgerà il Sinodo a voi dedicato, sarà un’ulteriore occasione per renderci discepoli missionari sempre più appassionati per Gesù e la sua missione, fino agli estremi confini della terra. A Maria Regina degli Apostoli, ai santi Francesco Saverio e Teresa di Gesù Bambino, al beato Paolo Manna, chiedo di intercedere per tutti noi e di accompagnarci sempre.

Dal Vaticano, 20 maggio 2018, Solennità di Pentecoste

FRANCESCO

Mercoledì, 13 Dicembre 2017

Natale 2017

La nostra selezione degli eventi per il Natale 2017 a Tivoli

 8 Dicembre  - 7 Gennaio Piazza Domenico Tani

Dentro... il Presepe degli artigiani
Presepe artigianale sul tema della "Sacra Famiglia"

8 Dicembre  - 7 Gennaio Seminario 

Natale al Seminario
Esposizione di presepi elementi multimediali tombola e concerto di fine anno

 8 Dicembre Tivoli Terme Parco Arcobaleno  Accensione dell'albero di Natale e apertura del Presepe 
 8 - 16 - 17 - 23 Dicembre Via Colsereno, Largo Baja, Piazza San Vincenzo  Spettacoli itineranti per bambini  
 28 Dicembre ore 18.30 Chiesa San Pietro alla Carità  Musica senza frontiere. Concerto  
 16 Dicembre  - 7 Gennaio Piazza del Colonnato, Via Campitelli, Via del Colle  Il rione dei presepi. Esposizione di presepi 
 17 Dicembre ore 15.00 Tivoli Terme Parco Arcobaleno  Presepe vivente 
 21 - 22 Dicembre Sala "Roesler Franz" Piazza Rivarola 

Tutti i colori della solidarietà. Esposizione di opere grafiche e pittoriche a cura di AISM
Associazione Italiana lotta alla Sclerosi Multipla  

 Dal 15 Dicembre Oratorio del Duomo, ex lavatoio pubblico, giardino Coccanari  Iniziative di Natale. Mostra di Presepi 
22 Dicembre ore 20.30 Santuario di Quintiliolo Concerto di Natale dei Tibur Gospel Singers
23 Dicembre ore 16.00 Piazza Plebiscito Christmas Gospel Night
23 Dicembre  ore 18.30 Chiesa di San Biagio Concerto di Natale "Tivoli Christmas Carol" a cura di Ergo Cantemus
26 Dicembre ore 16-19 Centro storico di S. gregorio da Sassola Presepe vivente
28 Dicembre  ore 18.30 Chiesa di San Pietro alla Carità Concerto Musica senza frontiere v Edizione
28 Dicembre ore 18.00 Santuario di Quintiliolo ore 18.00 Concerto di Natale per soli e orchestra
30 Dicembre ore 18.45 Nella nostra S. M. Maggiore Concerto di Natale
6 Gennaio ore 19.00 Nella nostra S. M. Maggiore Rassegna corale per l'Epifania
6 Gennaio ore 16-19 Centro storico di San Gregorio da Sassola Presepe vivente
6 Gennaio ore 16.00 Centro storico medioevale  Percorso dei Re Magi 

Per raggiungerlo con l'auto prendere l'autostrada A1 Roma Firenze poi la superstrada Orte Terni e infine da Terni la statale SS3 bis via Tiberina fino a Collevalenza

Informazioni: www.collevalenza.it

La storia

Madre Speranza di Gesù, al secolo María Josefa Alhama Valera (Santomera, 30 settembre 1893 – Collevalenza, 8 febbraio 1983),nacque nel 1893 a Santomera, nella regione di Murcia (Spagna), da una famiglia indigente, primogenita di nove figli da un bracciante e una casalinga. Madre Speranza conobbe e condivise la povertà della sua famiglia.
Dopo essere entrata a far parte, all'età di 21 anni, della Congregazione delle "Figlie del Calvario" a Villena, nel 1930 fondò a Madrid quella che sarebbe diventata la Congregazione delle Ancelle dell'Amore Misericordioso.
Madre Speranza, dagli anni cinquanta, cominciò a realizzare il progetto che per lei rappresentava la volontà di Dio: la costruzione di un santuario dedicato all'Amore Misericordioso di Dio, al quale dedicò la sua vita. Questa fu la sua missione e la sua opera definitiva. Volle in questo luogo "far conoscere a tutti che Dio è un Padre che ama, perdona, dimentica e non tiene in conto i peccati dei suoi figli quando li vede pentiti". 
Oltre a diversi fenomeni prodigiosi quali la trasmutazione di acqua in olio e altri, Madre Speranza (come altre figure mistiche), è stata protagonista in vita di fenomeni di bilocazione. Stigmatizzata, spesso essudava sangue. Memorabile è l'episodio avvenuto nel 1960, quando, essendo il paese umbro di Collevalenza privo di acqua, Lei, affidandosi a Dio (il suo "ingegniero"), indicò con il bastone il punto in cui si doveva procedere con la trivellazione per trovare l'acqua che avrebbe rinnovato i prodigi di Lourdes. Dopo la rottura di numerose trivelle (secondo la mistica causate dal Demonio), venne trovata la falda acquifera che Madre Speranza definì «il sollievo del corpo per trovare Dio». Solo nell'anno 1998 si sono registrati quasi 800 casi di guarigione.
Il 22 novembre 1981 papa Giovanni Paolo II si recò in visita al santuario, incontrando anche Madre Speranza. L'anno successivo il santuario ottenne il riconoscimento di Basilica minore.Durante un'udienza svoltasi a Roma nel 1981, papa Giovanni Paolo II si espresse con queste parole nei confronti di Madre Speranza e delle sue "ancelle":
« Il mondo è assetato, anche senza saperlo, della Misericordia divina e in questo mondo voi siete chiamati a porgere quest'acqua prodigiosa e risanatrice dell'anima e del corpo. »
(Giovanni Paolo II, Roma, 1981) 
Nel santuario da lei voluto, Madre Speranza visse fino al giorno della sua morte, avvenuta l'8 febbraio 1983. Il suo corpo, come aveva desiderato, riposa nella cripta del santuario stesso.
Il 24 aprile 1988 è iniziato il processo per la canonizzazione nella diocesi di Orvieto-Todi. Il 12 giugno 1992 la Congregazione delle Cause dei Santi ha concesso il decreto di validità giuridica degli atti del processo diocesano, concluso l'11 febbraio 1990. Il 12 giugno 1993 è avvenuta la consegna alla Congregazione delle Cause dei Santi della positio sulla vita e le virtù di Madre Speranza. Il 23 aprile 2002 la Chiesa, dopo aver riconosciuto le sue virtù eroiche, l'ha proclamata venerabile[3]. Il 5 luglio 2013, con il consenso di papa Francesco, il cardinale Angelo Amato ha emesso il decreto di beatificazione. Il rito di beatificazione è stato celebrato il 31 maggio 2014, presso il santuario di Collevalenza.
 
 
 
Eventi miracolosi
Giunta in Italia nel maggio 1936, la Beata Madre Speranza andò a vivere a Roma. Tra i tanti fatti di cui si rese protagonista, ci fu l'episodio in cui circa cinquecento persone vennero sfamate, pur avendo a disposizione pochissimo cibo. Secondo i testimoni (di cui alcuni tuttora viventi), le pentole pur essendo svuotate di minestra, mantenevano sempre lo stesso livello. Pietro Iacopini, che visse per più di 35 anni al fianco della venerabile Madre Speranza di Gesù, racconta innumerevoli altri fatti apparentemente inspiegabili che segnarono l'esistenza terrena di Madre Speranza. Tra questi, la materializzazione di una statuina di Gesù bambino da inserire in un presepio (statuina attualmente custodita ad Alfaro in Spagna), la incredibile pioggia di denaro caduto letteralmente dal cielo (in presenza di numerosi testimoni) avvenuta presso il santuario di Collevalenza. Soldi destinati al pagamento degli operai che avevano costruito lo stesso santuario. E infine, ma non ultima, la materializzazione di 40 milioni delle vecchie lire (trovati dentro una scatola di cartone appoggiata su un letto), che servirono per pagare gli operai che avevano costruito la Via Crucis del santuario. Ad assistere alla scena stavolta fu il Sig. Ennio (uno dei più stretti collaboratori di Madre Speranza), che rimase sbalordito e incredulo. In quel periodo tale Sig. Ennio attraversava un momento di crisi e aveva preso la decisione di andar via dal santuario. Inutile dire che dopo il suddetto episodio non se ne andò più. La cosa che sconvolse tutti, fu che la cifra trovata era esattamente l'importo che doveva essere consegnato alla ditta che aveva costruito la Via Crucis al santuario di Collevalenza.
Secondo il Padre Spirituale, avrebbe ricevuto in sogno dal Signore in persona la profezia che il Vescovo di Todi stava per morire di un tumore in fase terminale, e per entrare in Paradiso come premio della Consacrazione del primo santuario al mondo dedicato all'"amore misericordioso". Durante il funerale, alle ore 18:00, la monaca cadde "in estasi" vedendo il Signore e il Vescovo che le confessò di essere stato in Purgatorio, e che lì due giorni di Purgatorio equivalgono a 80 anni di vita sulla terra. 
 
Al termine della Santa Messa Crismale, il Vescovo di Tivoli, Mons. Mauro Parmeggiani, ha consegnato questa mattina Giovedì 13 aprile 2017, a tutti i sacerdoti, le persone consacrate ed i fedeli della Diocesi Tiburtina un documento preparato da lui ed il Consiglio Presbiterale diocesano dal titolo “Venite e vedrete! (Gv 1,39) –Apprendere l’arte del discernimento pastorale e personale per diffondere la gioia del Vangelo” che, a partire dal prossimo anno pastorale 2017-18, offrirà linee di riflessione e piste di formazione ai presbiteri, alle anime consacrate, ai fedeli e alle intere comunità cristiane della Diocesi affinchè l’arte del discernimento pastorale sia alla base di ogni azione che la Chiesa diocesana realizzerà onde evitare di proporre un Vangelo disancorato dell’uomo di oggi o che non penetri nella sua coscienza che è il luogo privilegiato per vedere, giudicare e agire non con una adesione di fede formale ed esterna, superficiale o ripetitiva, ma vera, interiore, profonda e sempre nuova!
 
Il Vescovo, nel suo documento, invita tutti i cristiani ed in particolare i presbiteri con le loro comunità parrocchiali ad “ascoltare con attenzione il mondo, capire quali siano le attese della gente, guardare la complessità delle situazioni e dei diversi mondi – giovanile, famigliare, delle persone singole, dei poveri, degli anziani … - che si pongono innanzi a noi, incontrare tutti e cogliere ciascuno nel suo essere unico ed irripetibile, senza omologazioni e generalizzazioni, spersonalizzanti e lontane dalla logica di Gesù, che, come il Vangelo ci rivela, è stato esperto nell’arte della relazione, capace di proporre l’annuncio della salvezza a partire dalla condizione esistenziale, umana e spirituale della persona”.
 
Particolare attenzione Mons. Parmeggiani la dedica alla necessità per i pastori di apprendere ed esercitare l’arte del discernimento, ma anche insegnarla ai fedeli, facendo riscoprire loro l’insostituibile luogo sacro della coscienza, aiutandoli a formarla, a illuminarla con la Parola di Dio e con la luce dello Spirito Santo, affinchè sappiano ritenere ciò che è buono e rigettare ciò che non è bene: in sé e specificamente per loro.
 
Il Vescovo di Tivoli chiede anche, in particolare ai sacerdoti, alle anime consacrate e pure a quei fedeli laici che ne siano capaci, di mettersi a disposizione, dopo una adeguata formazione, per il servizio dell’accompagnamento spirituale che richiede innanzitutto che tutti loro si lascino accompagnare spiritualmente da buoni maestri e che siano capaci, dopo aver proposto la bellezza del Vangelo e della dottrina cristiana, di lasciar liberi i fedeli affinchè senza sostituirsi a loro, essi compiano scelte di vita buone. Il Vescovo esprime la convinzione che ciò contribuirà a formare cristiani più maturi e consapevoli, comunità capaci con interiore convinzione di aderire al Vangelo e alla dottrina della Chiesa con gioia.
 
Mons. Parmeggiani invita inoltre i sacerdoti, affinchè abbiano più tempo per dedicarsi a quanto è essenziale per la loro missione – ascoltare, accompagnare, aiutare nel discernere, integrare nella comunità cristiana… – a delegare maggiori responsabilità ai fedeli laici nelle loro comunità.
 
Il Vescovo di Tivoli propone inoltre, come libro biblico per il prossimo anno pastorale, il Vangelo di Giovanni ed annuncia che particolare attenzione dovrà essere riservata a tutti i giovani – non soltanto quelli delle nostre parrocchie o aggregazioni laicali – e a tutte le famiglie, comprese quelle fragili o ferite, secondo la spirito di Amoris laetitia e camminando con la Chiesa che si prepara a celebrare il Sinodo dei Vescovi sui giovani, la fede ed il discernimento vocazionale.
 
A livello giovanile Mons. Parmeggiani, nel testo consegnato, annuncia che il prossimo anno pastorale tutti i giovani che lo desidereranno si metteranno in cammino per preparare e partecipare al grande incontro che si terrà nell’agosto 2018 a Roma con Papa Fratesco in prossimità del Sinodo. L’anno 2017-18 sarà anche anno, per la Diocesi, dove fare discernimento circa l’attuale pastorale giovanile e riscriverla con i giovani stessi, non soltanto con i già appartenenti ma con tutti coloro che lo vorranno, per andare incontro a tutti i giovani per portare loro la gioia del Vangelo accogliendoli ed incontrandoli senza pregiudizi, come sono e dove sono, facendo sentire loro come Cristo li ami e li chiami a stare con Lui per vederLo ed incontrarlo là ove Egli abita: nel cuore dell’uomo e nella comunità dei figli di Dio e per giungere a scelte significative per la vita loro e dei fratelli in umanità.
 
Il prossimo 28 aprile i direttori e responsabili degli Uffici pastorali della Diocesi inizieranno ad incontrarsi per tratteggiare sinodalmente ed ancor più in profondità il cammino indicato dal Vescovo.
 

Cos'è il 5 x 1000

Il 5 x 1000 di cui si sente parlare spesso in questo periodo, è una quota dell'IRPEF che ognuno di noi può decidere di destinare ad un Ente, Associazione, ecc. accreditato in un apposito elenco del Ministero delle Finanze. questa destinazione si deve fare al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi.

Da notare due cose importanti:

- il 5 x 1000 è una quota diversa dall' 8 x 1000 che si versa alla Chiesa Cattolica: destinare il 5 x 1000 ad una associazione non significa toglierlo alla Chiesa.

- il 5 x 1000 di cui stiamo parlando, così come l'8 x 1000 non è una tassa in più oltre a quelle che già paghiamo. In assenza di una scelta da parte del contribuente, il 5 x 1000 dell'IRPEF viene comunque incamerato da parte dello Stato che poi lo destinerà a scopi di utilità sociale. 

Ecco qui di seguito i riferimenti per versare il 5 x 1000 alle associazioni ed organizzazioni che fanno parte e operano nella nostra Parrocchia.

 
ASSOCIAZIONE ATTIVITA' ORDINE FRANCESCANO SECOLARE D'ITALIA ONLUS
codice fiscale: 97311130153
 
 
 
 
 
 

 

 

Per raggiungerla arrivare a Grottaferrata per la via Tuscolana, poi svoltare a destra per Via Roma e poi Corso del Popolo. Tempo in auto circa 45 min

 

 

Il Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata, detto anche Abbazia Greca di San Nilo, è stato fondato nel 1004 da un gruppo di monaci greci provenienti dall'Italia meridionale, all'epoca bizantina, guidati da S. Nilo di Rossano, capo carismatico e personalità spirituale di primo piano del suo tempo. I monaci di questa vetusta Abbazia sono Cattolici di rito Bizantino-Greco e rappresentano la Congregazione d'Italia dei Monaci Basiliani, istituzione creata nella Chiesa Cattolica per riunire i monasteri di rito Bizantino presenti nell'Italia meridionale. Attualmente l'Abbazia Greca di Grottaferrata è l'ultimo dei numerosi Monasteri Bizantini che nel medioevo erano diffusi in tutta l’Italia meridionale e nella stessa Roma. Costituisce inoltre un unicum in quanto, fondato cinquanta anni prima dello Scisma che portò alla separazione delle Chiese di Roma e Costantinopoli, è sempre stato in comunione con il Vescovo di Roma, pur conservando il rito Bizantino-Greco e la tradizione monastica orientale delle origini.

 

 

 

 

Per raggiungerlo con l'auto prendere la Maremmana inferiore da Ponte Lucano verso il casello dell'autostrada, superato il quale svoltare a sinistra. Tempo di percorrenza da Tivoli circa 20 min.

Informazioni: www.santuariosanvittorino.it

 

Il Santuario, dedicato a Nostra Signora di Fatima, vuole essere invito ad un’esperienza forte di Dio attraverso l’approfondimento del Messaggio di Fatima, l’ascolto della Parola, il silenzio, la preghiera, l’incontro con i sacerdoti e le suore. Attraverso l’accoglienza qui a San Vittorino, i pellegrini recepiscono l’amore del Padre che li attendeva da sempre. San Vittorino è un luogo di pace, dove ‘si respira’ Dio; molte sono le persone che tornano per ringraziare la Vergine Maria delle grazie ricevute. Grazie specialmente di guarigione dello spirito, di risanamento e riconciliazione interiore, di un nuovo slancio alla propria vita. In questo luogo di grazia molte sono le persone che hanno ritrovato, attraverso la Confessione o l’accompagnamento spirituale, la gioia interiore ed hanno dato nuovo significato alla loro vita. Cerchiamo di accogliere l’invito di Gesù nel Vangelo: “Venite in disparte, in un luogo solitario e riposatevi un po’”, offrendo un habitat che permette la riconciliazione con Dio e con se stessi, mettendo a disposizione dei pellegrini gli spazi di verde, i locali, le varie iniziative che scandiscono l’anno liturgico. Oggi l’uomo ha bisogno di tempo e riflessione, ha bisogno di un clima di silenzio interiore e di quiete, che permetta l’attenzione a Dio per recepire il suo intervento nella propria storia personale. La Casa di Spiritualità “Padre Pio Bruno Lanteri”, situata adiacente al Santuario, è il luogo dove è possibile fermarsi per uno o più giorni e partecipare a momenti di intensa spiritualità per la crescita personale, l’orientamento della propria vita e l’approfondimento della fede. Queste proposte si concretizzano in giornate di spiritualità, ritiri mensili aperti a tutti, momenti di preghiera e di condivisione per coppie di sposi, esercizi spirituali guidati, scuola di preghiera per giovani e molte altre iniziative. Una giornata importante è la Prima Domenica del Mese, giorno dedicato alla Beata Vergine, per cui nel pomeriggio, è proposto ai fedeli un tempo dedicato alla Adorazione Eucaristica, segue la Processione Mariana recitando nell’area del Santuario il S. Rosario con la meditazione dei Misteri e poi la Celebrazione Eucaristica. La Terza Domenica del Mese è una giornata dedicata agli ammalati, al pomeriggio davanti a Gesù solennemente esposto si prega il S. Rosario, segue la Celebrazione Eucaristica con la Benedizione agli ammalati. Il giorno 13 dal mese di maggio ad ottobre è dedicato pure in modo speciale alla Vergine Maria e di sera c’è la Fiaccolata Mariana, molto semplice e suggestiva, in cui i pellegrini si ritrovano per la preghiera a Maria e la Celebrazione Eucaristica. Il Santuario, luogo di evangelizzazione, ha a disposizione una Libreria-Negozio di Articoli Religiosi in cui è possibile trovare libri di preghiere, di teologia, catechetica, spiritualità, sia per giovani ed adulti che per bambini, e tanto altro materiale, utile per la propria formazione. Un altro servizio offerto è il Bar Ristoro del Pellegrino, dove si può prendere qualcosa per la giornata oltre ad prodotti vari da portar via. Le suore sono a disposizione per le varie informazioni.

Per raggiungerlo con l'auto: prendere l'A24, uscire a Vicovaro - Mandela quindi seguire le indicazioni per Subiaco. Da Subiaco prendere la strada per Jenne, dopodichè svoltare seguendo le indicazioni per il monastero. Tempo circa 1.30 ore. 

E' uno dei monasteri fondati in Italia da San Benedetto. Reca all'interno la grotta in cui il Santo si è ritirato in preghiera, il c.d. "Sacro Speco"

Con l'auto da Tivoli: autostrada A24 fino a Vicovaro - Mandela, poi raggiungere Vallepietra e da lì seguire le indicazioni per il Santuario. Tempo di viaggio in auto circa 1.45 ore. La strada è chiusa nel periodo invernale.

Il santuario, meta di pellegrinaggio a piedi da decenni, è raggiungibile anche per un sentiero di montagna da Campo dell'Osso (Subiaco) con circa due ore di cammino; si tratta di un percorso che può essere a tratti impegnativo quindi da riservare a persone allenate, adeguatamente attrezzate e da fare rigorosamente da tarda primavera a inizio autunno, sempre con buone condizioni meteo. Il percorso non richiede comunque competenze alpinistiche

Il pellegrinaggio è un’esperienza religiosa tipica della pietà popolare, strettamente connessa con il santuario: il pellegrino ha bisogno del santuario e il santuario del pellegrino. Nella Bibbia troviamo i pellegrinaggi dei patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe in luoghi sacri, dove Dio si manifestò ad essi e si impegnò a dare la Terra Promessa. Durante la vita pubblica, anche Gesù si recò abitualmente pellegrino a Gerusalemme. Il pellegrinaggio rappresenta un tempo e un luogo di profonda esperienza religiosa, ci aiuta a metterci in ricerca per incontrare la Persona di Gesù che cammina accanto a noi. Il pellegrinaggio rappresenta un cammino di conversione: è un’opera penitenziale, dove prendiamo coscienza del nostro peccato e ci accostiamo al sacramento della Riconciliazione. I santuari sono un segno della presenza di Dio nel mondo, icona della ‘dimora di Dio con gli uomini’, luoghi di luce e di conforto, forte richiamo alle certezze della fede. I santuari mariani in particolare sono espressione della venerazione  verso la Madre di Dio, Colei che ci accompagna nel cammino ed è Mediatrice di grazia.

ABBAZIA GRECO - BIZANTINA DI S. NILO A GROTTAFERRATA (RM)

SANTUARIO DELLA SS TRINITA' DI VALLEPIETRA (RM)

CONVENTO  - SANTUARIO DI SAN BENEDETTO A SUBIACO (RM) 

SANTUARIO DI N.S. DI FATIMA A SAN VITTORINO (RM)                                                                                        

 SANTUARIO DELL'AMORE MISERICORDIOSO A COLLEVALENZA (PG) 

 

 

 

 

Calendario

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Mercoledì 17 Ottobre, 19:30 - Parrocchia San Giuseppe Artigiano Villanova
Consiglio Pastorale diocesano
Giovedì 18 Ottobre, 19:00 - Santa Maria di Loreto Guidonia
Veglia su Mons. Romero
Domenica 21 Ottobre, 18:00 - 19:30 Casa Giovanni Paolo II Tivoli
Corso per educatori ed animatori di past. giovanile
Sabato 27 Ottobre - Tutto il giorno
S. Messa al quartiere Piagge

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